Storie di artigiani

#1 Interview

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Vi siete mai chiesti cosa pensano le persone che lavorano nel settore tessile? Quali siano le difficoltà, le soddisfazioni o le avventure che si nascondono ogni giorno all’interno di aziende tessili – manifatturiere?

Ho realizzato un’intervista doppia a due esperti del settore. Diverse tra loro, ma allo stesso tempo con una cosa in comune, l’amore per il mondo sartoriale.

Entrambe lavorano per una nota azienda Italiana operante nel settore tessile abbigliamento. Ho scambiato con loro delle brevi domande, per vedere con la lente d’ingrandimento come è oggi lavorare in un’azienda e quali sono, secondo loro, le prospettive future.

Seguite, e vediamo cosa ne pensate

Nome: Aniello Raimondo                                       Katia Tallevi

Lavoro: Sarto                                                       Operaia, in ambito tessile

Racconta brevemente la tua esperienza lavorativa:

R. “Già dall’età di 10 anni, dopo scuola, il pomeriggio si lavorava in bottega armeggiando con i primi strumenti del mestiere, ago e filo. Sono nato ad Ascea (Provincia di Salerno) e all’epoca a Napoli era pieno zeppo di sartorie dove poter imparare questo mestiere.” Sono ormai più di 40 anni che il Sign. Raimondo lavora nel settore, dopo una breve esperienza a Londra che gli ha permesso di lavorare per una grande azienda sartoriale, tornato in Italia, nel 1969 assieme a un noto imprenditore del tempo e altri maestri sarti aprirono a Fano, una nota azienda tessile ancora oggi operante nel settore.

K.  “Dopo la scuola ho avuto l’occasione di entrare in azienda tramite un tirocinio formativo. Circa 18 anni fà, è iniziata la mia carriera lavorativa che mi ha portata, dove sono ora. La mia esperienza nell’industria tessile è molto positiva, è il lavoro che mi piace; è ciò che mi è sempre piaciuto fare sin da piccola, ricamare, cucire, …” Katia ora è capo reparto, controlla che il capo finito sia ben fatto e con le giuste caratteristiche. Possiede un occhio da “falco” che scova qualsiasi piccolo fallo o dettaglio mancato.

Quali sono le difficoltà che si incontrano quotidianamente in questo lavoro?

R. “Rispetto a quando ho iniziato io, questo mestiere è molto cambiato. Oltre al fatto che non si trovano più sarti formati a 360 gradi, ormai il lavoro del sarto è industrializzato, il lavoro è completamente industrializzato. Sono ormai molto poche le aziende che ancora continuano a produrre capi sartoriali.” Come spiega il Sign. Raimondo, un altro ostacolo che trovano oggi le aziende del settore è la scarsa partecipazione da parte dagli enti locali o regionali. Si ipotizza che se ci fossero più programmi di inserimento nel mondo del lavoro, con aiuti anche per gli imprendirori, per i giovani e per chi ha veramente la passione per questo tipo di lavoro, forse ci sarebbe anche una spinta in più per portar avanti questa macchina industriale – sartoriale.

K. “Per quanto mi riguarda nel corso del mio lavoro ho riscontrato poche difficoltà, l’importante è amare ciò che si fa, poi tutto si impara.” Uno degli aspetti più complicati per chi lavora in un’azienda fatta al 90% di donne è la convivenza. Questi ambienti, sono come delle micro città, dove nascono legami, buoni o aspri, che si inseguono giorno dopo giorno. Katia, sottolinea il fatto, di esser fortunata rispetto ad altri contesti, perchè in ogni caso nel settore tessile solitamente non si è sottoposti a rischi particolarmente gravi rispetto ad altre aziende di altri settori.

Qual’è secondo voi il futuro del settore tessile – abbigliamento, e in particolare del Tessile – Artigianale?

R: “Il fututo? Questa è una domanda molto difficile a cui rispondere. Per chi come me ha lavorato per così tanti anni in ambiti sartoriali, capisce sin da subito che in aziende del tipo la cosa più importante è la manodopera. Siamo però in un periodo dove non si trovano più sarti, o i pochi che si trovano non sono in grado di produrre un capo da zero senza degli step industriali, e con questo intendo anche ciò che riguarda la modellistica”.

K. ” Il settore del tessile è molto altalenante. Da quando ho iniziato questo lavoro sono cambiati i ritmi, le richieste. E’ molto importante per esempio, sapersi adeguare alle richieste del mercato. Ad esempio 18 anni fa, in una giacca da uomo classica era impensabile che un cliente volesse delle asole a contrasto, oggi sono richiestissime”.

Cosa consiglieresti a un giovane che volesse intrapprendere questo mestiere?

R.“Penso che per un giovane di 20 anni che oggi voglia intrapprendere questo mestiere sia ormai troppo tardi. Io ho iniziato a tenere un ago in mano che ero molto piccolo, e oggi non c’è ormai più nessun giovane che sia disposto a fare sacrifici per fare il sarto”. Come spiega il Sign. Raimondo, per apprendere questo tipo di mestiere ci vogliono molti anni. Anni di pazienza, dove ci si rovina le mani, vengono i calli alle dita e si commettono molti errori per poi saper realizzare delle creazioni uniche e impeccabili. “E’ il tempo e il sacrificio il miglior amico del bravo sarto”.

K. ” Io incoraggerei un giovane che voglia intrapprendere i suoi passi lavorativi in questo settore, non a caso in questi anni sono molte le piccole sartorie che stanno crescendo con lo scopo di fare piccole riparazioni o ancor meglio abiti su misura.”

(Grazie a : Aniello Raimondo, Katia Tallevi. Credits Privati Sara Imbesi Fotografia)

L’Atelier di Lisa

Il Bello del  fatto a Mano

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My job & DIY

L’abito dei sogni

Lui è il mio abito preferito!

Avete in mente quando passate davanti a una vetrina, e lo vedete lì, uno splendido abito, come lo avete sempre sognato.

Ecco, questo è l’effetto che spero di suscitare in chi vede per la prima volta questa creazione.

E’ un abito a metà strada tra la tradizione e il moderno. Questo colore giallo che si sposa con la tradizionalità del pizzo macramè, sono un mix originale e molto di tendenza.

E’ stata una delle mie prime creazioni, pensata per un occasione speciale, per un evento.

E’ un pezzo unico, tutto realizzato a mano.

Cosa ne pensate?  Vediamo quanti Like riusciamo a raggiungere 🙂

L’atelier di Lisa

(Credits L’Atelier di Lisa)

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My job & DIY, Tutorial

Chi si ferma è perduto

Ciao a tutti!

Uno dei miei ultimi progetti riguarda la realizzazione di camicie.

Ho pensato di mettermi all’opera realizzando una camicietta abbastaza semplice, con una linea dritta, non aderente. Leggermente più corta dietro e davanti arrotondata.

Ideale per ufficio, lavoro ma anche per le serate primaverili.

Preparazione cartamodello


Cartamodello camicia

  

Modello posizionato su tessuto


(foto realizzate da L’Atelier di Lisa)

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Sono progetti come questi che mi ricordano chi siamo e da dove veniamo.

Sarà il mio ardore e la mia passione per la cultura italiana

Sarà il mio senso patriottico che esulta quando vede questo genere di cose…

Ma sono piena di orgoglio quando ritrovo persone che hanno ancora voglia di credere nell’artigianato italiano, investendoci tempo e denaro. Persone che creano un nuovo futuro dal sapore di passato.

L’Atelier Di Lisa

La rinascita della via della seta

Storie di artigiani

Esistono ancora, in un periodo così di crisi economica, spirituale e culturale, delle aziende che credono nei giovani e sopratutto nel fatto a mano.
Sto parlando di SaintAndrew, azienda marchigiana, che dagli anni ’60 si dedica al lavoro sartoriale unito alla logistica industriale.
Oggi sono sempre più rare realtà come queste, in grado di creare un prodotto di qualità, concepito per un uomo che veste uno stile classico, e che sappia comprendere il vero valore del prodotto artigianale.
La qualità del prodotto è resa fondamentale anche grazie ai materiali primari, come le stoffe. Provengono tutte da distretti italiani o stranieri di prima qualità.
Oggi , dopo tanto che non scrivevamo più, abbiamo voluto parlarvi di questa realtà tutta italiana, sopratutto per stimolare e incoraggiare tutti quesgli italiani, giovani e adulti, che non credono più in un Italia che lavora. Speriamo che grazie a questi esempi le cose possano presto cambiare. Siamo convinti che grazie ad aziende come queste, il lavoro artigianale sarà sempre coltivato e valutato, e sopratutto reso sempre più fondamentale.

L’Atelier di Lisa
Il bello del fatto a mano

http://www.st-santandrea.it/mobile/index.php

Link
Storie di artigiani

La Magia della maglieria

Oggi ho assistito a una tipologia di mestiere quasi antico. E’ stata un’ esperienza molto interessante e bella, vedere coi propri occhi una magliaia! In men che non si dica, grazie a delle macchine astronavi, ha realizzato un collo in maglia da abbinare a un giaccone. Un’ esperienza nuova e affascinante.

Non avrei mai pensato che il lavoro della magliaia potesse essere così misterioso e intrigante. I mille aghi, uncini, i diversi fili, le matasse e il tempo e la pazienza, pensando poi, che io ho visto solo una minuscola parte di quel lavoro.

La signora che ho conosciuto oggi, ha passato gran parte della sua vita a dedicarsi a questo, era uno di quei mestieri artigianali che veniva insegnato alle donne finita la scuola. I suoi genitori gli hanno acquistato la prima macchina, facendo tanti sforzi, permettendo a questa donna di imparare un lavoro umile e degno di attenzione.

Il metodo di queste macchine aliene è veramente complesso, non saprei spiegarlo nemmeno con un apposito manuale sotto, ma vi assicuro che vederle all’opera è molto suggestivo, ovviamente ancor di più per chi è del settore.

L’Atelier Di Lisa

Il Bello del Fatto a Mano

La maglia che esce dalla macchina

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About Me

L’Atelier di Lisa apre le porte!

Salve a tutti,

Mi chiamo Lisa, sono fashion designer e modellista sartoriale.

Da sempre amo e seguo la moda, con le sue evoluzioni e le sue pazzie!

Sono qui, perchè come tanti, ho sentito la neccessità di farvi conoscere, attraverso il mezzo più usato del secolo, quello che faccio.

Amo gli abiti, gli accessori e tutto quello che ci sta dietro. Sopra ogni cosa, amo creare!

Attraverso questo blog, non solo voglio parlarvi di me, di chi sono e cosa mi piace, ma anche cercare di insegnarvi qualche piccolo trucco del mestiere.

Realizzo abiti con metodo sartoriale, ho scoperto un mondo nascosto dalle mille sorprese. Un mondo fatto di aghi e spilli, filo da imbastire e stoffe.. tante stoffe! Amo toccarle, osservarle e capire sin da subito in cosa si tramuteranno.

Ed eccomi qui, a svelarvi la mia passione. Spero possiate condividere con me questo mondo “fatto a mano” e artigianale.

Il blog è dedicato anche a tutte quelle donnine di casa o no, che vogliono mettersi alla prova, provare a fare qualche orlo, riutilizzare vecchi stracci per creare dei punti spilli, ecc ecc… Ora non resta che mettersi alla prova!

Restate connessi…

L’Atelier Di Lisa

Il bello del Fatto a Mano

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