Tutorial

Strappi ai jeans? Modo semplice e veloce per chiuderli!

Ciao a tutti!

Il Tutorial  che vi propongo oggi è pensato per tutti quei jeans sfilacciati e strappati lungo le gambe o sotto i glutei tanto di moda e di tendenza ma che per qualcuno risultano scomodi o pochi funzionali.

Ecco, che ho pensato a un facile tutorial per ovviare al problema e per risolvere lo spreco del famoso “usa e getta“.

Pantalone con strappi_01

Tasche dietro dei pantaloni con strappi.

Nella foto potete vedere l’esempio di un pantalone Levis con due strappi proprio sotto le tasche del dietro.

1. Per prima cosa ho applicato una telina adesiva color nero, alle estremità dei tagli per evitare che il filo liso e sfilacciato non si rovini ulteriormente e di conseguenza, una volta riparato il pantalone, si riapra a causa di un cedimento della trama.

2. Successivamente ho trovato un pezzo di stoffa di cotone (nel caso della foto color bianco) per permettermi di cucire la “frattura”.

3. Posizionare il pezzo di tessuto all’estremità del taglio e incollarlo in un lato assieme alla telina. In questo modo quando passerete sopra al taglio con la macchina da cucire il tessuto non si muoverà.

Taglio pantalone

Strappo/ taglio del pantalone sotto la macchina da cucire_ Private credits

4. Con un punto spesso a zig-zag e avendo cura di usare il giusto ago a seconda del tessuto che riparate, iniziare a cucire il taglio.

Effetto a zig-zag della cucitura

Passaggio della macchina con cucitura a Zig-zag_Private credits

5. Una volta cucito tutto lo strappo l’effetto dovrebbe essere quello di un “motivo” a zig-zag. Potete anche usare un filo dal colore diverso rispetto alla base del vostro tessuto, in questo modo renderete il vostro lavoro più creativo.

Tessuto di pezza interno al pantalone

Tessuto di “pezza” interno al pantalone

Effetto finale

Effetto finale del pantalone una volta cuciti i due tagli.

Ecco qui come appare il pantalone uno volta riparati i tagli. Ovviamente una volta indossato l’effetto è più carino e i tagli risultano come dei motivi voluti.

Una soluzione facile e veloce per non buttar via un vecchio paia di jeans.

Spero vi piaccia. Fatemi sapere nei commenti consigli o problemi.

A presto!

L’Atelier di Lisa

Il Bello del fatto a mano

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Acquisti Beauty Giapponesi

Ciao amici!

Oggi torno a parlarvi dei miei acquisti in Giappone… ma in particolare degli acquisti Beauty!

Make-up Giapponese

Ho caricato un video on – line che spiega brevemente i prodotti e come mi sono trovata. Qui di seguito il link: Video Beauty giapponesi

Al momento ho usato:

  • la maschera viso idratante Lu Lu Lun
  • L’eyeliner waterproof color nero e verde acqua
  • e un burro cacao color rosa (non è presente nel video)

Come spiego nel video, molti prodotti li ho acquistati andando un po a naso e facendomi ispirare dalla grafica. (L’occhio acuto da grafica e designer c’è sempre ;))

Ad esempio guardate il packaging delle 4 maschere viso con raffigurato il volto tipico di Giapponesi truccati o Geishe. Sono carinissime perchè indossandole e guardandosi allo specchio sembrerà di aver indossato proprio una maschera colorata 😀

Oppure anche il packaging dove è contenuto il mascara. Con grande maestria riutilizzano i personaggi dei loro, e nostri, cartoon animati preferiti come ad esempio per pubblicizzare l’effetto “lunghe ciglia” hanno riprodotto l’immagine dell regina Maria Antonietta di Lady Oscar!

Spero vi piaccia il video, fatemi sapere

L’Atelier di Lisa

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Il Kimono

Torniamo a parlare del lato fashion di questo viaggio.

Ovviamente come già detto in alcuni articoli precedenti non potevo tornare a casa senza un bel Kimono.

Durante il mio soggiorno in Giappone camminando per le strade si potevano vedere diversi negozi che vendevano abiti usati e appunto kimoni. Ma anche nei grandi mercati al coperto, se si cercava bene e con un po di pazienza era possibile scovare, al giusto prezzo, Kimoni usati.

Il mio primo acquisto l’ho fatto proprio al mercato di Tokyo, per l’esatezza al Mercato di Ameyoko (vicino a Ueno). E’ il mercato più vivace di Tokyo, uno degli ultimi rimasti con un sentore di esotico. E’ possible trovare di tutto, da bancarelle di pesce, ristorantini, merce americana come le scarpe Nike, cosmetici, souvenir e appunto Kimoni.

Kimono in poliestere

Kimono in poliestere blu con motivi

Il Kimono è in poliestere, quindi rimane leggero e semi trasparente. Mi è piaciuto subito per il colore blu intenso e i disegni di uccelli alla base dell’orlo e sulle maniche.

La mia creatività sartoriale mi porta a pensare che forse lo modificherò, rendendolo più corto e comodo da indossare anche in Occidente, anche se l’altra parte di me più conservatrice pensa sia un peccato modificare un ricordo e un prodotto nato per un certo uso. Non so, sono ancora abbastanza indecisa a riguardo.

Il secondo Kimono che mi sono portata a casa è invece di Seta.

Questo l’ho trovato, ed è proprio il caso di dire “trovato” in un piccolo negozietto che sembrava più una capanna che un negozio, nei pressi di una delle foreste di Bambù più belle del Giappone, per la precisione ad Arashiyama.

Io_Foresta di Bambù

Autoscatto o meglio Selfie a Okochi Sanso

Marco, Io, Fil_Foresta di Bambù

Compagni di viaggio_Okochi Sanso

Ad Arashiyama è possibile visitare questa foresta di Bambù altissimi dove sono nascosti anche qui tanti templi sacri fatti costruire da imperatori per divinità come il Buddah.

Dopo esserci divertiti a fotografare noi, turisti e natura 😀 ecco che per la strada del ritorno mi fermo in questo negozietto e dopo aver perso gli occhi per decine e decine di Kimono, trovo il mio!

Lo indosso, è corto, lungo circa sotto al bacino, nero, con una fodera bianca caratterizzata da stampe ricamate. Esternamente il kimono sembra monocolore, ma guardandolo in controluce appaiono con i riflessi della luce delle decorazioni astratte simili alle fronde di un albero spostate dal vento che impreziosiscono il capo rendendolo sobrio, elegante e minimale.

Il Kimono di seta

Lisaura e il Kimono di seta

Rispetto a quello precedente penso che questo nero, più corto, possa avere una funzionalità e possa essere utilizzato in più contesti anche qui a casa.

Ad esempio qui nella foto l’ho indossato con un abito color verde militare smanicato e per le sere di fine esteta un Kimono così è ideale per coprirsi.

Oppure, sarà un capo ottimo anche con un paio di jeans e T-Shirt che però renderà l’outfit contemporaneo e cool.

Spero questo nuovo articolo vi sia piaciuto

A presto

L’Atelier di Lisa

Il bello del fatto a mano!

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30 Agosto.

Dopo una sveglia traumatica fatta di valigie da ricomporre e “fuggi fuggi”, scopro che il nostro tour riparte verso Hiroshima… A causa di un equivoco tecnico torniamo in questa città.

Ma prima di metterci in cammino passiamo la mattinata a Kyoto e andiamo a visitare il Museo Manga! Vi lascio di seguito il link Kyoto international manga museum

I miei fidati compagni mi hanno accompagnata al museo e in parte un po ci ha deluso.

Pensavamo di trovare un museo come ce lo immaginiamo noi occidentali, con poster appesi al muro, spiegazioni di come sono nati dei fumetti tipo Dragon Ball o altri… e invece a parte uno spettacolo iniziale che ci ha intrattenuto con un animatore giapponese molto simpatico, il museo si presentava più come una libreria con volumi manga dal 1950 circa fino ad oggi. Molti ospiti del museo si sedevano in una panchina e passavano il loro tempo a leggerli, cosa un pò complicata per noi visto che erano (ovviamente) tutti in lingua.

Ma va beh, non mi sono lasciata sconfortare e dopo aver letto la storia della nascita dei Manga e fatto tutto il tour, mi sono buttata nello shop del museo e ho riportato a casa un T-shirt fashionissima di Arale!! (canto sempre la sigla del cartoon :D)

Ecco qua la foto… commenti!?

IMG_7771

Arale T-Shirt_Private credit

L’Atelier di Lisa

Il bello del viaggiare…

 

 

30 Agosto, Museo manga

Digressione
Fashion

Le tendenze giapponesi

Ciao amici!

Oggi mi piace condividere con voi il lato Fashion del Giappone.

Proprio in questi giorni, quando ci chiedono da che parte del mondo veniamo, ci rispondono tutti esclamando:” wow, Italy! Fashionable!” Ma non penso che a questo paese manchi del gusto e vediamo perché!

In Giappone è possibile vedere una moltitudine di stili: dai coosplayer, al lavoratore in uniforme, alla ragazza alla moda, a ragazze vestite da Geishe. Passi da una via all’altra ed ecco che ti compare una coppia vestita con abiti tradizionali, (è possibile affittarli in molti locali lungo le strade) e tanto altro ancora.

Tendenzialmente ho notato che la loro cultura li porta a indossare abiti sobri, semplici e anche a loro capita di indossare capi di tendenza stagionali.

Ad esempio per strada mi è capitato di vedere diverse ragazze vestite con gonne lunghe alla caviglia abbottonate davanti, color rame o di jeans. Una moda che richiama molto lo stile anni ’50, i modelli a tubino di Dior per intenderci.

Mentre, mi è capitato di vedere anche diversi negozi che realizzano capi sartoriali da uomo… non penso però paragonabili alla sartoria napoletana, ma non ho avuto modo di testare.

Poi ovviamente come non parlare delle ragazze vestite con le divise scolastiche simili a Sailor Moon.

Cammini per strada la mattina presto ed è facile vederle e osservarle ognuna con la sua divisa, colletto blu, grigio o verde. Scarpe mocassino tutte uguali, probabilmente per toglierle facilmente quando si entra negli spazi comuni.

Personalmente il loro stile mi piace molto, una via di mezzo tra lineare, semplice in contrasto però con colori sgargianti, anime, cartoon attaccati alle borsette o altro che rende queste divise e questa omologazione più divertente e personale.

Insomma pollice all’insù e mi piace! 👍

L’Atelier di Lisa

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Kyoto e Hiroshima

Ciao amici!

Sono finalmente giunta anche a Kyoto! Questo viaggio itinerante mi sta facendo scoprire un mondo!

Il Giappone è veramente un bel paese. Una cultura paziente, rispettosa, pulita e educata. Avremmo molto da imparare. Ovviamente senza rinnegare quello che siamo.

Ma passiamo al vivo dell’esperienza.

Dopo aver passato 24h a Takayama, siamo arrivati a Kyoto.

Kyoto si presenta come una città senza identità. È stata la prima capitale del paese, ma dopo che gli è stato portato via questo importante ruolo è rimasta come bloccata in un limbo tra tradizione e futuro.

Camminando tra le strade si passa da zone con case basse, caratterizzate da finestre che scorrono e dai colori acri, a palazzoni moderni che inglobano uno Starbucks tanto quanto un Tokiu Hand ( tra l’altro è un centro commerciale enorme dove si possono trovare molti prodotti solo giapponesi)

A un primo sguardo, la città mi è sembrata più vivibile di Tokyo, ma ovviamente rimane sempre una città molto grande.

Ieri siamo stati nel quartiere del mercato. Enorme! Poi abbiamo cenato in un locale che faceva noodle fatti artigianalmente con brodo di pollo 😋. I migliori mangiati fino adesso.

Questa mattina invece, rotta verso Hiroshima!

È una città ormai completamente ricostruita. È rimasto solo lo scheletro di un grande palazzo, una volta sede dell’Industrial Promotion Hall, come monito di ciò che accadde il 6 Agosto 1945.

Penso che un immagine possa bastare per trasmettere le sensazioni del luogo.

Il Giappone è fatto di riflessioni.

Di meditazione e un luogo simile pone domande e riflessioni.

Beh, il mio viaggio per oggi termina così…

Ma rimanete connessi perché..

Il viaggio continua 😉

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Shirakawa – go e il villaggio dai tetti di paglia

Ciao amici!

Cosa c’è di più tipico se non una capanna con il tetto di paglia, abiti della cultura antica e tanta campagna?!

Così si apre la nostra prima giornata a Takayama.

Partiamo presto presto da Tokyo per dirigerci verso quelle che sono le montagne del Giappone.

Una volta arrivati a Takayama prendiamo subito l’autobus per Shirakawa-go, piccolo villaggio distante circa 150 km, immerso nella natura e patrimonio dell’umanità.

Qui ci si apre un panorama bellissimo, tra case di paglia immerse nel verde delle risaie e fiumiciattoli.

Ogni casa ha una caratteristica e appartengono a famiglie diverse che poi nel corso del tempo sono state adibite a vari usi. Musei, abitazioni, locali, ecc.

Una in particolare è diventato il museo della seta, infatti si possono osservare i bruchi e i loro bachi.

Entrare in questo villaggio è stato come assaporare un pezzo di cultura antica del Giappone. Mi ha fatto molto piacere respirare i profumi e i tempi di questo popolo.

Ora, vediamo dove ci porterà la prossima tappa… stay connect

L’Atelier di Lisa

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